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Spalla a spalla, insonne a insonne. Ora per ora,
sono state le migliori della mia vita. O così ho voluto che fossero.
Sono stata amata a sufficienza in quel tempo quando, uniti, abbiamo
sognato che potevamo, con le dita, toccare le stelle. Il mio unomo celtico,
il mio uomo aquila... Il mio uomo con mani da lavoro, con calli sui
palmi, con l'anima nelle viscere. Il mio uomo ladro di anime, tu, che
non sarai colui che chiuderà i miei occhi quando muoia.
Dal giorno che ci incontrammo, quando tu partivi per un viaggio e anch'io,
e alla fine nessuno stava lontano tutto il tempo previsto per il semplice
fatto di volersi incontrare di nuovo, furono altre le ore che riempirono
il mio calendario.
Oggi, al cercare alcune cose di compleanno, ho trovato il cartoncino
dove ho annotato i tuoi dati per mandarti una cartolina postale.
Era il tempo in cui promettevi di non lasciarmi mai sola, come una minaccia
amorosa che avrebbe potuto trascendere il tempo e lo spazio.
Solo tu ed io lo sapremo... fino a quel luogo dove i canti celtici sono
come dice Nuñez: mare celtico, caldo sud di chitarra gitana... e in
quel canto: " in tutto sei... in tutto".
Quel cartoncino dice, con una matita che né il passo dei mesi, né le
mie lacrime ha potuto cancellare...
"Don"...
indirizzo tale
numero conosciuto...
città angolo con il mondo
Quel "Don" ci fece ridere tanto, tanto.
E perciò, questa lettera che metto nella bottiglia è per confessarti
qualcosa.
In ogni luogo che ho visitato, in ogni paese, aereo, hotel che ho toccato,
c'è una cartolina postale a tuo nome, senza indirizzo, senza mittente,
però con scritto, ben chiaro, il "Don" e il tuo nome vicino.
In ognuna un aneddoto di viaggio... un bacio come firma e un "tua" come
francobollo.
Ho scritto cartoline con immagini di luoghi, lettere con carta dell'hotel,
altre cartoline per festeggiare il nostro anniversario, il tuo compleanno;
sui tovaglioli, alla luce di una candela.
E la valigia pesa sempre tanto, porto con me tutto quel bagaglio di
carte.
Immagino che un giorno, uscendo di casa, c'incontriamo per caso e ti
do quelle carte... immagino anche il tuo viso e il tuo sorriso.
Altre note, le ho lasciate sui muri, sugli alberi (ancora credo che
sia dolce incidere un cuore, scrivere il tuo nome e il mio, uniti da
un unico suono di libertà amorosa).
Ahhhh, ti ho anche lasciato messaggi su tavoli, sedie e pareti; perché
ci sono luoghi che non lo proibiscono. (Puerto Vallarta porta il tuo
nome nella seconda colonna, il "Don" scritto in rosso, e un bacio, e
la mia firma, ben chiara: Ylia ama Don...)
Ho scritto messaggi sulle saponette, alcune di quelle che faccio io
stessa con essenze naturali, altre, quelle degli alberghi. Portano scarabocchiato
lo stesso destinatario e un messaggio differente, secondo il tempo.
E' così che vai per il mondo intero; così saprai anche che nessuno ti
ha amato come me, con piena libertà, senza decoro. Ti sono stata fedele
senza ... Che sciocchezza, vero? Molti lo penseranno, ma per me c'è
un certo senso mistico in tutto questo, una non può andarsene in giro
baciando corpi o amando così, senza consegnare anche l'anima.
Preferisco non amare di nuovo, preferisco vivere immersa nell'amore
universale come ultima risorsa.
Ti ho pensato, ti ho tenuto accoccolato nelle mie ore più amare e nei
miei momenti più felici. Il tuo nome è la prima cosa al momento di cantare
due dei tre boleri che mi azzardo a intonare, e i miei amici sanno che
sto dicendo il tuo nome e non domandano altro... di dove sei o dove
stai.
Suppongono che abiti in tutti i miei giorni, che respiri nella mia vita,
come promisi... in ogni foglia del cipresso sotto il quale ti apetto,
che vola con il soffio divino di Dio, il mio pensiero è per te.
Ti amo, mio bene; ti adoro con tutti i miei sensi. Questa settimana
parto di nuovo... e anche se non lo vuoi, verrai con me!... y una nuova
cartolina, una lettera piena di passione, accompagnata dalla tenerezza,
si aggiungerà alla mia valigia.
Ti bacio

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